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Abbronzatura sana: crema solare e alimenti ricchi di carotenoidi per proteggersi dai raggi UV

Abbronzatura sana: come proteggersi dai raggi UV senza rinunciare al sole

Si può prendere il sole e abbronzarsi limitando i danni dei raggi UV, ma serve capire due cose: che gli UV sono di due tipi e fanno danni diversi, e che l'abbronzatura vera arriva dopo 24–72 ore, non nel pomeriggio in spiaggia. Da qui discende tutto il resto: la gradualità dell'esposizione, la scelta della crema e cosa mettere in tavola.

I due tipi di raggi UV

Dal sole ci arriva una radiazione ultravioletta di due tipi: UVB e UVA.

UVB, i raggi "della scottatura"

Più energetici, ma si fermano in superficie: non vanno in profondità.

Sono quelli che attivano l'abbronzatura e la sintesi di melanina. Sono anche quelli che permettono la sintesi della vitamina D.

Tuttavia possono provocare eritemi, cioè scottature, che sono una vera e propria reazione infiammatoria cutanea. E possono danneggiare il DNA della pelle: la loro energia viene assorbita dal DNA delle cellule e, se la cellula non riesce a riparare il danno, resta una mutazione e il rischio si alza.

UVA, i raggi "dell'invecchiamento"

Meno energetici ma più insidiosi, perché penetrano più in profondità, fino al derma. Possono generare radicali liberi — molecole instabili e altamente reattive che producono stress ossidativo — e danneggiare in modo indiretto il DNA.

Sono i principali responsabili del fotoinvecchiamento, perché degradano collagene ed elastina: rughe, perdita di tono, macchie.

Quindi i danni al DNA possono essere diretti (UVB) e indiretti (UVA). È il motivo per cui una crema che protegge solo dagli UVB non basta.

Come funziona davvero l'abbronzatura

Per difendersi dai raggi UV il corpo ha sviluppato un meccanismo: la produzione di melanina. Questo pigmento biologico assorbe i raggi UV e si trova nella pelle, nei capelli e negli occhi.

Esistono due tipi di melanina, e non sono uguali:

  • Eumelanina: molto protettiva, bruna o nera, tipica delle carnagioni più scure, dei capelli castani e degli occhi scuri.
  • Feomelanina: poco protettiva, tipica delle pelli molto chiare e dei capelli rossi. Protegge poco e sotto il sole può addirittura generare radicali liberi. È il motivo per cui alcune persone non si abbronzano: si scottano e basta.

A livello genetico, quindi, non partiamo tutti dallo stesso punto. Ma c'è un fatto che vale per chiunque: anche una bella abbronzatura offre una protezione molto bassa. Vale anche per le carnagioni scure. Ed è per questo che la crema serve comunque.

Esistono alimenti che aumentano la melanina?

No, è genetica. La melanina, per essere prodotta, ha bisogno di tirosina — un amminoacido — e di rame. Carenze nutrizionali di questo tipo sono rare. Quello che manca più spesso è un'idratazione adeguata e un apporto costante di vitamine C, A ed E e di sali minerali.

Le due fasi dell'abbronzatura

L'abbronzatura si manifesta in due tempi:

  1. Immediata: i raggi scuriscono la melanina già presente. Dura poco.
  2. Ritardata: compare dopo 24–72 ore con la produzione di melanina nuova. È quella duratura.

Non serve quindi stare ore sotto il sole per vedersi abbronzati subito. Anche 30 minuti possono bastare perché l'abbronzatura compaia nei giorni successivi.

Il segreto sta nella gradualità: esposizioni progressive e una corretta idratazione della pelle.

Come scegliere e usare la crema solare

Abbiamo visto che ci sono due tipi di raggi, uno più responsabile di infiammazione e uno più responsabile di danni cellulari. Quindi:

Controlla l'etichetta. Deve indicare protezione sia UVB sia UVA, con i simboli cerchiati. Cerca la dicitura ampio spettro.

Scegli un Fattore di Protezione Solare alto, specialmente all'inizio dell'estate. Potrai diminuirlo più avanti, ma gradualmente. Parti dalla 50 e scendi eventualmente alla 30. Ci si abbronza anche con la 50: serve più tempo, ma l'abbronzatura che dura è quella che si sviluppa nei giorni successivi. Quella immediata dura poco.

Controlla la scadenza e conservala bene. Tienila lontana da fonti di calore e dalla luce diretta: le alte temperature degradano i filtri UV e la rendono meno efficace. Non lasciarla sotto il sole, mettila all'ombra sotto l'ombrellone. Non serve il frigorifero, la temperatura ambiente va bene.

Applicala già a casa e rimettila più volte, ogni 2 ore e dopo ogni bagno.

Limita l'esposizione nelle ore centrali, indicativamente 11–16 in piena estate, anche con la crema addosso. La crema non serve a stare di più al sole: serve a ridurre il danno nel tempo in cui ci stai.

E poi occhiali da sole, burro cacao con filtro UV, e una crema idratante doposole.

Alimentazione e salute della pelle

Un'altra cosa che possiamo fare è sostenere il derma perché funzioni al meglio, con un'idratazione adeguata e un apporto costante di vitamine C, A ed E e di sali minerali.

Esporre al sole una pelle secca accelera il fotoinvecchiamento, degrada l'acido ialuronico e aumenta i radicali liberi. La mancata idratazione indebolisce la barriera cutanea, causando secchezza e desquamazione. Sole e caldo aumentano le perdite di liquidi ed elettroliti con il sudore: oltre a bere acqua, servono sodio, potassio e magnesio.

Alla pelle servono poi:

  • Vitamina C, che contribuisce alla normale formazione del collagene per la normale funzione della pelle
  • Vitamina A, che contribuisce al mantenimento di una pelle normale
  • Vitamina E, che contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo
  • Proteine di qualità — non collagene da bere, ma i mattoni con cui la pelle se lo costruisce da sé

E poi i carotenoidi, i pigmenti rossi, arancioni e gialli (beta-carotene, licopene), che in diversi studi hanno mostrato una riduzione modesta degli eritemi.

Lo stesso stress ossidativo da UVA è il motivo per cui la ricerca ha guardato con attenzione anche ad altri polifenoli: ne ho parlato a proposito del resveratrolo e del fotoinvecchiamento.

Sette abbinamenti per la pelle sotto il sole

Reperire le proteine giuste, i pigmenti antiossidanti, i minerali elettroliti e le vitamine A, C ed E è facile con gli abbinamenti giusti. La natura ci ha già pensato, con la varietà e la stagionalità:

  • Pomodoro (acqua, vit. A e C) + olio EVO (vit. E)
  • Melone (acqua, vit. A, beta-carotene, potassio) + mandorle (vit. E, proteine, magnesio)
  • Anguria (acqua, vit. C, potassio, magnesio, licopene) + feta (sodio, proteine)
  • Albicocche (vit. C e A, beta-carotene, potassio) + kefir (proteine)
  • Carote grattugiate (vit. A, beta-carotene) + olio EVO (vit. E)
  • Cetriolo (acqua, vit. C) + yogurt (proteine, sodio)
  • Ricotta (proteine) + fichi (potassio e magnesio)

E poi tutte le bevande fresche a base di menta, limone, cetriolo e frutta, per idratarsi con gusto.

Tre obiettivi misurabili

L'effetto "collaterale" di questo approccio è una migliore circolazione, una pressione più stabile e meno ritenzione idrica — un tema che con il caldo si intreccia strettamente con la pesantezza alle gambe.

Prova a darti questi tre obiettivi, che hanno il vantaggio di essere verificabili:

  1. Zero scottature in tutta la stagione.
  2. Provare tutti e sette gli abbinamenti qui sopra.
  3. Finire almeno un barattolo di crema. Non deve avanzare per l'anno prossimo.

Domande frequenti

Ci si abbronza con la protezione 50? Sì. Serve più tempo, ma l'abbronzatura che dura è quella ritardata, che si sviluppa nelle 24–72 ore successive. La protezione alta rallenta il processo, non lo impedisce.

Qual è la differenza tra raggi UVA e UVB? Gli UVB sono più energetici, si fermano in superficie, causano scottature e attivano melanina e vitamina D. Gli UVA penetrano fino al derma, generano radicali liberi e sono i principali responsabili del fotoinvecchiamento.

Esistono alimenti che fanno abbronzare di più? No. La quantità e il tipo di melanina che produciamo sono determinati geneticamente. L'alimentazione può sostenere l'idratazione e le difese della pelle, non aumentare l'abbronzatura.

Ogni quanto va riapplicata la crema solare? Ogni due ore e dopo ogni bagno, anche se il prodotto è dichiarato resistente all'acqua.

La crema solare dell'anno scorso si può usare? Solo se non è scaduta e se è stata conservata al riparo da calore e luce diretta. I filtri UV si degradano con il calore: una crema rimasta ore al sole in spiaggia può essere meno efficace di quanto indica l'etichetta.

Il beta-carotene protegge dal sole? Alcuni studi hanno osservato una riduzione modesta degli eritemi. È un contributo marginale e non sostituisce in alcun modo la protezione solare.


Fonti

  • Jang Y.A., Kim B.A. (2021). Protective Effect of Spirulina-Derived C-Phycocyanin against Ultraviolet B-Induced Damage in HaCaT Cells. Medicina (Kaunas), 57(3), 273. DOI: 10.3390/medicina57030273
  • Sorrenti V., Castagna D.A., Fortinguerra S., Buriani A., Scapagnini G., Willcox D.C. (2021). Spirulina Microalgae and Brain Health: A Scoping Review of Experimental and Clinical Evidence. Marine Drugs, 19(6), 293. DOI: 10.3390/md19060293

L’autrice
Dott.ssa Ancuta Nartea, PhD. Laureata in Scienze e Tecnologie Alimentari. Dottoressa di Ricerca in Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali.
Scopri di più sull’autrice

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