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Resveratrolo: uva nera con buccia pruinosa, la principale fonte alimentare del polifenolo

Resveratrolo: cos'è, dove si trova e cosa dice la ricerca

Il resveratrolo è un polifenolo naturalmente presente in uva, arachidi e mirtilli, prodotto dalle piante come difesa quando sono sottoposte a stress. È diventato famoso con il "paradosso francese" e con il vino rosso, ma è proprio lì che nasce l'equivoco più diffuso: nel vino ce n'è pochissimo, e l'alcol annulla ampiamente il beneficio.

Se penso alla molecola di cui si parla di più quando si affronta il tema dell'invecchiamento, mi viene in mente subito il resveratrolo. Lo so, non viene in mente a tutti: è una deformazione professionale. Ma seguimi, perché vale la pena capire cosa si sa davvero.

Da dove nasce il mito: il paradosso francese

La molecola fu isolata in Giappone nel 1939 da un fiore, il Veratrum, da cui prende il nome.

È diventata famosa molto dopo, con il cosiddetto paradosso francese: l'osservazione che in Francia l'incidenza di malattie cardiovascolari fosse più bassa del previsto nonostante una dieta ricca di grassi saturi. Si attribuì il merito al consumo di vino rosso, ricco di resveratrolo estratto per macerazione dalle bucce dell'uva rossa.

Poi si è chiarito il quadro. Il fattore determinante era il modello alimentare mediterraneo nel suo complesso. E soprattutto: l'alcol del vino non fa bene alle cellule, e il resveratrolo del vino è poco. Troppo poco perché quelle quantità possano spiegare alcunché.

Il mito è rimasto in circolazione molto più a lungo dell'ipotesi che lo aveva generato. Succede spesso, con le storie belle.

Cos'è il resveratrolo

È un polifenolo, cioè un antiossidante di struttura complessa, naturalmente presente in alcuni alimenti come uva, arachidi e mirtilli.

Nelle piante ha una funzione protettiva: viene prodotto quando la pianta è sotto stress, come difesa. Un dettaglio che trovo affascinante è che la quantità dipende dalle condizioni di crescita. L'uva coltivata in pianura ne contiene meno di quella che cresce a mille metri, in Trentino Alto Adige, sotto stress ambientale. La pianta che fatica si difende di più.

Ed è proprio questa natura protettiva ad aver attirato l'attenzione della ricerca.

Resveratrolo e pelle

Se parliamo di invecchiamento, l'organo più visibile e più esteso è la pelle. Ed è anche uno dei più esposti allo stress ossidativo: sole, raggi UV, inquinamento e radicali liberi contribuiscono a una pelle più spenta, meno elastica, più segnata.

È lo stesso meccanismo di cui ho parlato a proposito degli UVA e del fotoinvecchiamento: i raggi che penetrano fino al derma generano radicali liberi che degradano collagene ed elastina.

Una review pubblicata sull'International Wound Journal ha analizzato gli studi disponibili sul ruolo del resveratrolo nella riparazione cutanea, nelle cicatrici e nel fotoinvecchiamento. I risultati di 41 studi ritenuti validi indicano un potenziale ruolo nel contrastare alcuni dei processi coinvolti nell'invecchiamento cutaneo: stress ossidativo, infiammazione, danno da raggi UV e degradazione del collagene.

Uso la parola potenziale perché è quella corretta: si tratta in larga parte di studi sperimentali e preclinici, non di prove di efficacia sull'uomo.

Oltre la pelle: cosa si sta studiando

Il resveratrolo non è studiato solo per la pelle. La ricerca lo ha guardato in relazione a cervello, cuore, metabolismo, intestino, muscoli e ossa.

Uno degli ambiti più esplorati è il declino cognitivo. Memoria, lucidità e concentrazione possono peggiorare con l'età, anche per stress ossidativo, infiammazione e riduzione del flusso sanguigno cerebrale. Diverse meta-analisi hanno valutato l'effetto della supplementazione su prestazioni cognitive e tono dell'umore, con risultati che restano preliminari e non del tutto concordi.

Un altro filone riguarda SIRT1, una proteina coinvolta nella regolazione del metabolismo cellulare, spesso chiamata con enfasi eccessiva "gene della longevità". È un'etichetta giornalistica, non una definizione scientifica: SIRT1 è un attore in una rete di meccanismi molto più complessa, e il passaggio da "il resveratrolo interagisce con SIRT1" a "il resveratrolo allunga la vita" salta diversi anelli logici.

Perché mangiare uva non basta

Domanda legittima: basta mangiare uva, arachidi e mirtilli per avere le stesse quantità studiate?

No. Le concentrazioni negli alimenti sono molto basse rispetto ai dosaggi utilizzati negli studi clinici. È esattamente la ragione per cui il resveratrolo si può ottenere anche per via industriale: tramite fermentazione di lieviti, oppure per estrazione da fiori o dagli scarti della filiera vitivinicola.

Una nota tecnica che conta: la forma studiata è il trans-resveratrolo, l'isomero biologicamente attivo. È sensibile a luce e calore e si converte nella forma cis, inattiva. Quando si valuta una fonte, la purezza in trans-resveratrolo e la modalità di conservazione contano più del contenuto totale dichiarato.

Cosa possiamo dire, e cosa no

Il resveratrolo è una molecola interessante, con una letteratura ampia e una direzione di ricerca promettente. Ma promettente significa esattamente questo: che la ricerca continua, non che le conclusioni siano stabilite.

Ad oggi non esiste alcuna indicazione sulla salute autorizzata a livello europeo per il resveratrolo. Non perché la letteratura sia scarsa, ma perché il riconoscimento europeo è un procedimento formale, separato dall'evidenza scientifica, che nel caso di questa molecola non si è concluso con un'approvazione.

Trovo che valga la pena raccontarlo così. La molecola resta affascinante anche senza attribuirle poteri che non le sono stati dimostrati — e chissà cosa aggiungeranno le ricerche dei prossimi anni.

Se ti interessa il tema dei polifenoli con prove più consolidate, ne ho parlato a proposito dell'olio extravergine e del profilo lipidico.

Domande frequenti

Dove si trova il resveratrolo negli alimenti? Principalmente in uva rossa (soprattutto nelle bucce), arachidi e mirtilli. Le quantità sono comunque basse rispetto ai dosaggi impiegati negli studi.

Il vino rosso è una buona fonte di resveratrolo? No. Il contenuto è molto basso e l'alcol comporta effetti negativi che superano ampiamente qualsiasi contributo del polifenolo. Il paradosso francese è oggi attribuito al modello alimentare mediterraneo nel suo complesso.

Qual è la differenza tra trans-resveratrolo e cis-resveratrolo? Il trans-resveratrolo è la forma biologicamente attiva e quella utilizzata negli studi. La forma cis si genera per esposizione a luce e calore e non è considerata attiva.

Il resveratrolo ha effetti dimostrati sulla longevità? No. Esistono studi su meccanismi cellulari, tra cui SIRT1, ma il passaggio da questi meccanismi a un effetto sulla durata della vita umana non è dimostrato.

Perché l'uva di montagna contiene più resveratrolo? Perché la pianta lo produce come risposta difensiva allo stress ambientale. Condizioni di crescita più difficili, come l'altitudine, stimolano una produzione maggiore.


Fonti

  • Flores G., Vázquez-Roque R.A., Diaz A. (2016). Resveratrol effects on neural connectivity during aging. Neural Regeneration Research, 11(7), 1067-1068.
  • Farzaei M.H., Rahimi R., Nikfar S., et al. (2018). Effect of resveratrol on cognitive and memory performance and mood: A meta-analysis of 225 patients. Pharmacological Research, 128, 338-344.
  • Marx W., Kelly J.T., Marshall S., et al. (2018). Effect of resveratrol supplementation on cognitive performance and mood in adults: a systematic literature review and meta-analysis of randomized controlled trials. Nutrition Reviews, 76(6), 432-443.
  • Thaung Zaw J.J., Howe P.R., Wong R.H. (2021). Long-term effects of resveratrol on cognition, cerebrovascular function and cardio-metabolic markers in postmenopausal women: A 24-month randomised, double-blind, placebo-controlled, crossover study. Clinical Nutrition, 40(3), 820-829.
  • Hecker A., Schellnegger M., Hofmann E., et al. (2022). The impact of resveratrol on skin wound healing, scarring, and aging. International Wound Journal, 19, 9-28.

L’autrice
Dott.ssa Ancuta Nartea, PhD. Laureata in Scienze e Tecnologie Alimentari. Dottoressa di Ricerca in Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali.
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